Implantologia e protesi

Impianti dentali: come funzionano e quali sono le fasi del trattamento

Le fasi dell'impianto dentale — illustrazione: un impianto dentale con la corona

Gli impianti dentali sostituiscono la radice di un dente perso: una piccola vite in titanio, o in un altro materiale biocompatibile, viene inserita nell’osso e, una volta stabile, sostiene un nuovo dente. Il trattamento si svolge in più fasi, dalla diagnosi alla protesi definitiva, e richiede in genere alcuni mesi, con tempi che cambiano da persona a persona.

Sapere cosa succede in ogni fase aiuta a capire perché servono certi esami, perché a volte bisogna aspettare e cosa puoi fare tu per favorire una buona guarigione.

In breve

  • Un impianto ha tre parti: la vite inserita nell’osso, il moncone di collegamento e la corona, cioè il dente visibile.
  • Prima di decidere servono una visita accurata, le radiografie e, quando necessario, una TAC cone beam per studiare l’osso.
  • L’impianto si inserisce in anestesia locale; poi l’osso impiega alcuni mesi per saldarsi alla vite.
  • Fumo, diabete non compensato, alcune terapie per l’osteoporosi, radioterapia di testa e collo e parodontite non curata vanno valutati prima.

Com’è fatto un impianto dentale

Un impianto è composto da tre elementi che lavorano insieme, come la radice e la corona di un dente naturale:

  • la vite, cioè l’impianto vero e proprio, che prende il posto della radice all’interno dell’osso;
  • il moncone, un piccolo elemento che emerge dalla gengiva e fa da collegamento;
  • la corona, il dente visibile, realizzata su misura per forma e colore.

Il principio che rende possibile tutto questo si chiama osteointegrazione: con il tempo l’osso cresce a stretto contatto con la superficie della vite e la blocca. L’impianto diventa così parte della struttura che sostiene la masticazione, senza appoggiarsi ai denti vicini.

Con gli impianti si può sostituire un singolo dente, un gruppo di denti oppure sostenere una protesi per un’intera arcata, fissa o rimovibile.

Le fasi del trattamento implantare

Il percorso cambia da caso a caso, ma di solito segue questa sequenza.

Visita, esami e piano di cura

Tutto inizia con una visita completa: il dentista controlla denti, gengive e occlusione (il modo in cui le arcate si chiudono) e raccoglie informazioni sulla tua salute generale e sui farmaci che assumi. Servono poi le radiografie e, quando bisogna misurare con precisione l’osso, una TAC cone beam, un esame tridimensionale specifico per denti e mascelle.

Con questi dati si costruisce il piano di cura: quanti impianti inserire, in quale posizione, con quale protesi e con quali tempi.

Preparazione della bocca

Prima dell’intervento la bocca deve essere sana. Questo può voler dire curare eventuali carie, trattare le gengive infiammate e fare una seduta di igiene professionale. Se l’osso è troppo sottile o troppo basso, il dentista può proporre un intervento di rigenerazione ossea, da eseguire prima o insieme all’inserimento dell’impianto.

Inserimento dell’impianto

L’intervento si esegue in anestesia locale. Il dentista apre la gengiva quando serve, prepara un piccolo alloggiamento nell’osso e vi inserisce la vite. Al termine la gengiva viene chiusa con alcuni punti oppure lasciata intorno a un piccolo elemento di guarigione. La durata dipende dal numero di impianti e dalla complessità del caso.

Osteointegrazione ed eventuale provvisorio

Segue la fase più silenziosa ma decisiva: l’osso si salda all’impianto. Servono in genere alcuni mesi, variabili in base alla zona, alla qualità dell’osso e alle tue condizioni generali. In questo periodo, soprattutto per i denti visibili, puoi portare un dente provvisorio.

In casi selezionati un provvisorio fisso viene collegato agli impianti già nelle ore o nei giorni successivi all’intervento: si parla di carico immediato, una possibilità che il dentista valuta caso per caso.

Protesi definitiva e controlli

Quando l’impianto è stabile si rileva un’impronta e si realizza la corona o la protesi definitiva, che viene provata, regolata e fissata. Da quel momento iniziano i controlli periodici e le sedute di igiene, indispensabili per mantenere sani l’osso e la gengiva intorno all’impianto. Sulle soluzioni possibili, dalla singola corona alla protesi completa, trovi più informazioni nella nostra pagina sulle protesi dentali.

Chi può fare un impianto e cosa si valuta prima

Nella maggior parte degli adulti in buona salute l’impianto è una soluzione possibile. L’età da sola non è un ostacolo; nei ragazzi, invece, si aspetta che la crescita delle ossa del viso sia completata. Alcune condizioni richiedono però un’attenzione particolare:

  • fumo: rallenta la guarigione e aumenta il rischio di complicanze; ridurlo o smettere aiuta la riuscita della cura;
  • diabete non compensato: una glicemia alta ostacola la guarigione, mentre un diabete ben controllato spesso permette di procedere;
  • terapie per l’osteoporosi, come i bisfosfonati e i farmaci simili: alcune richiedono precauzioni, perché possono rendere più delicata la guarigione dell’osso delle mascelle;
  • radioterapia di testa e collo: l’osso irradiato guarisce con più difficoltà e serve una valutazione molto attenta;
  • parodontite non curata: va trattata prima, perché l’infiammazione può colpire anche i tessuti intorno all’impianto.

Porta alla visita l’elenco dei farmaci che assumi e gli esami recenti. Non sospendere mai una terapia di tua iniziativa: eventuali modifiche le decide il medico che l’ha prescritta, in accordo con il dentista.

Dopo l’intervento: i consigli essenziali

Nei giorni successivi è normale avere un po’ di gonfiore e di fastidio, che in genere si attenuano giorno dopo giorno. Il dentista ti darà indicazioni precise; in sintesi:

  1. applica il ghiaccio sulla guancia a intervalli nelle prime ore;
  2. scegli cibi morbidi e tiepidi e mastica dal lato opposto;
  3. evita fumo e alcol, che ostacolano la guarigione;
  4. lava i denti con delicatezza, senza spazzolare la zona operata finché non ti viene indicato;
  5. prendi i farmaci come prescritti; per il dolore, se serve, un analgesico da banco seguendo il foglietto illustrativo o il consiglio del farmacista.

Contatta lo studio se il sanguinamento non si ferma, se compare febbre o se il gonfiore aumenta invece di diminuire. Se hai difficoltà a respirare o a deglutire, o se il gonfiore si estende al collo o all’occhio, chiama il 112 o vai al Pronto Soccorso.

Impianti dentali a Rho: come lavoriamo

Nel nostro centro dentale di Rho la prima visita comprende una valutazione completa di denti, gengive e salute generale, con radiografie eseguite in sede quando indicate. Nei casi complessi gli odontoiatri specializzati in implantologia, chirurgia orale e ortodonzia si confrontano per definire insieme il piano di cura. Ricevi poi un preventivo chiaro, con soluzioni di pagamento personalizzate.

Il Poliambulatorio Crodent lavora a Rho da oltre trent’anni. Se arrivi da Lainate o da Cornaredo, trovi il nostro modo di lavorare nella pagina dedicata all’implantologia e nella pagina sulla chirurgia orale. Quando vuoi, puoi prenotare una visita per valutare il tuo caso.

Domande frequenti

L’inserimento di un impianto fa male?

L’intervento si esegue in anestesia locale, quindi durante la procedura avverti in genere solo pressione e vibrazioni. Nei giorni successivi possono comparire gonfiore, indolenzimento o un piccolo livido, che di solito si gestiscono con il ghiaccio e con i farmaci indicati dal dentista. Il fastidio varia in base al numero di impianti e all’eventuale rigenerazione dell’osso: chiedi al dentista cosa aspettarti nel tuo caso.

Si può mettere l’impianto subito dopo aver tolto il dente?

A volte sì: si parla di impianto post-estrattivo, possibile quando non c’è un’infezione in corso e l’osso rimasto consente una buona stabilità. Più spesso si aspetta che l’alveolo, cioè la cavità lasciata dal dente, guarisca per alcune settimane o alcuni mesi. La scelta dipende dalla zona, dal motivo dell’estrazione e dalla quantità di osso, e il dentista la valuta con gli esami radiografici.

Esiste l’allergia al titanio?

Le reazioni al titanio sono considerate rare. Se in passato hai avuto allergie ai metalli o reazioni a gioielli e protesi, segnalalo durante la visita: il dentista valuterà se servono ulteriori accertamenti. Esistono anche impianti in altri materiali biocompatibili, come la zirconia, che possono essere presi in considerazione in situazioni particolari.

Dopo l’impianto posso tornare subito al lavoro e allo sport?

Dopo un intervento semplice molte persone riprendono il lavoro d’ufficio già il giorno successivo, ma dipende dall’estensione della chirurgia e da come ti senti. Sport intensi e sforzi fisici andrebbero evitati per qualche giorno, perché favoriscono sanguinamento e gonfiore. Per gli sport di contatto chiedi al dentista quando riprenderli e se è utile un paradenti.

Le informazioni di questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono la visita: ogni situazione va valutata dal dentista.

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