Estetica del sorriso

Sbiancamento dei denti: come funziona, quanto dura e quando è sicuro

Sbiancamento: come funziona — illustrazione: un dente bianco con stelline

Sbiancare i denti significa schiarirne il colore naturale con gel a base di perossido, applicati dal dentista in studio oppure a casa con mascherine su misura. Lo sbiancamento dei denti eseguito sotto controllo professionale è considerato sicuro, se prima si verifica che denti e gengive siano sani. Il risultato non è permanente: dura più o meno a lungo in base alle tue abitudini.

Non tutte le macchie, però, rispondono allo stesso modo, e non tutto ciò che hai in bocca cambia colore. Conviene saperlo prima di iniziare.

In breve

  • Lo sbiancamento usa gel al perossido che schiariscono il colore interno del dente, senza raschiare lo smalto.
  • Si esegue in studio o a casa con mascherine su misura, sempre sotto il controllo del dentista.
  • Nell’Unione europea i prodotti più concentrati sono riservati all’uso tramite dentista, e lo sbiancamento non è indicato sotto i 18 anni.
  • Corone, faccette e otturazioni non cambiano colore; la sensibilità, se compare, di solito è temporanea.

Macchie esterne o discromie interne?

Le macchie esterne si depositano sulla superficie dello smalto: caffè, tè, vino rosso, fumo. Spesso una seduta di igiene professionale con lucidatura ne toglie già una buona parte, ed è comunque il primo passo prima di qualsiasi sbiancamento.

Le discromie interne riguardano invece il colore del dente in profondità. Possono dipendere dall’ingiallimento naturale con l’età, da difetti dello smalto, da certi farmaci assunti nell’infanzia, da un trauma o da una devitalizzazione. Lo sbiancamento può attenuarle, con risultati variabili: in genere le tonalità giallastre rispondono meglio di quelle grigiastre. Per un singolo dente devitalizzato e scurito esiste anche uno sbiancamento eseguito dall’interno del dente.

Come funziona lo sbiancamento dei denti, in parole semplici

I gel sbiancanti contengono perossido di idrogeno, oppure perossido di carbammide, che lo libera in modo graduale. A contatto con il dente, il perossido penetra nello smalto e nella dentina e libera ossigeno attivo. Questo scompone le molecole dei pigmenti in frammenti più piccoli e meno colorati. Il dente non viene ricoperto né consumato: cambia il suo colore di fondo.

In studio

Il dentista protegge le gengive con una barriera, applica il gel sui denti e lo lascia agire per il tempo previsto, controllando la situazione durante la seduta. A seconda del caso possono servire una o più sedute.

A casa con mascherine su misura

Il dentista prende le impronte e fa realizzare mascherine sottili su misura. Ti consegna un gel meno concentrato e ti spiega per quanto tempo e per quanti giorni usarlo. È un metodo più graduale, che si può anche combinare con il trattamento in studio. Le mascherine su misura, a differenza di quelle universali, limitano il contatto del gel con le gengive.

Cosa prevedono le regole europee

Nell’Unione europea i prodotti sbiancanti più concentrati non sono in libera vendita: sono riservati all’uso tramite il dentista, che esegue o supervisiona la prima applicazione. Inoltre lo sbiancamento non è indicato sotto i 18 anni. I prodotti in libera vendita hanno concentrazioni molto basse e un effetto limitato sul colore interno del dente.

Prima di iniziare: i controlli necessari

Sbiancare denti con carie aperte, gengive infiammate o otturazioni infiltrate può provocare dolore e non risolve i problemi. Per questo il percorso comincia con:

  1. una visita per capire l’origine delle macchie e lo stato di denti e gengive;
  2. l’igiene professionale, per partire da superfici pulite;
  3. la cura di eventuali carie o problemi gengivali;
  4. un controllo di corone, faccette e otturazioni sui denti che si vedono.

L’ultimo punto conta più di quanto sembri: i materiali artificiali non cambiano colore. Un’otturazione sul davanti, dopo lo sbiancamento, può apparire più scura dei denti vicini. In quel caso va eventualmente rifatta quando il nuovo colore si è stabilizzato.

Sensibilità ed effetti collaterali: è sicuro?

L’effetto più comune è la sensibilità al freddo o al caldo, durante il trattamento e nei giorni successivi. Di solito è temporanea e si attenua quando le applicazioni vengono sospese o distanziate. Se il gel tocca la gengiva può comparire anche una lieve irritazione, che in genere passa rapidamente.

Il dentista può ridurre il fastidio regolando tempi e frequenza o consigliando prodotti desensibilizzanti. Se la sensibilità è forte, il trattamento si interrompe e si rivaluta.

Chi dovrebbe aspettare

  • I minori di 18 anni.
  • Chi è in gravidanza o allatta: di norma si rimanda per prudenza.
  • Chi ha carie, gengive infiammate o radici scoperte non ancora trattate.
  • Chi ha già una sensibilità marcata, finché non se ne chiarisce la causa.
  • Chi ha allergie note ai componenti dei gel.

Quanto dura il risultato?

Non esiste una durata fissa. Il colore tende a scurirsi un po’ alla volta, più in fretta se bevi spesso caffè, tè o vino rosso o se fumi. Con buone abitudini il risultato può mantenersi da qualche mese ad alcuni anni.

Per conservarlo più a lungo:

  • lava i denti due volte al giorno e rispetta le sedute di igiene programmate;
  • sciacqua la bocca con acqua dopo caffè, tè o vino;
  • riduci il fumo o, meglio, smetti;
  • chiedi al dentista se sono indicati brevi richiami con le mascherine domiciliari.

I rischi del fai-da-te

In rete circolano molti rimedi “naturali” per sbiancare i denti. Alcuni sono innocui ma inutili, altri possono danneggiarli:

  • dentifrici e polveri molto abrasivi, compreso il carbone attivo: tolgono qualche macchia superficiale ma, usati spesso, consumano lo smalto;
  • bicarbonato: non schiarisce il colore interno e, usato spesso e strofinato con forza, può irritare le gengive e contribuire all’usura dello smalto;
  • limone, aceto e altri acidi: erodono lo smalto, e uno smalto più sottile lascia trasparire la dentina, che è più gialla;
  • prodotti acquistati in rete di composizione incerta, usati senza visita né mascherine su misura.

Il risultato, a volte, è l’opposto di quello cercato: denti più sensibili e, nel tempo, più gialli.

Sbiancamento a Rho: come lo valutiamo

Nel nostro centro dentale di Rho lo sbiancamento professionale fa parte dell’odontoiatria estetica, insieme a faccette e ricostruzioni in composito. Prima di proporlo valutiamo durante la visita la salute di denti e gengive e l’origine delle macchie, per capire se è la soluzione adatta o se conviene un’alternativa.

Se vivi a Rho, ad Arese o a Garbagnate Milanese, trovi le informazioni sui trattamenti del Poliambulatorio Crodent nella pagina sull’odontoiatria estetica. Puoi prenotare una visita dal sito o telefonando allo 02 9350 2782.

Domande frequenti

Lo sbiancamento rovina lo smalto?

Se si usano prodotti adatti, con tempi e concentrazioni stabiliti dal dentista, lo sbiancamento è considerato sicuro per lo smalto: agisce sui pigmenti, non consuma la superficie. I danni derivano più spesso da un uso scorretto, da prodotti di origine incerta o da rimedi abrasivi e acidi usati di frequente. Per questo è utile una visita prima di iniziare.

Quanto tempo serve per vedere il risultato?

Con il trattamento in studio il cambiamento si nota in genere già alla fine della seduta. Con le mascherine domiciliari il risultato è graduale e si valuta dopo alcuni giorni o settimane di applicazioni. In entrambi i casi il colore si assesta nei giorni successivi: è quello il momento giusto per giudicare il risultato ed eventualmente decidere un ritocco.

Durante il trattamento devo evitare alcuni cibi?

Durante lo sbiancamento e nei giorni immediatamente successivi spesso si consiglia di limitare bevande e cibi molto colorati, come caffè, tè, vino rosso, frutti di bosco e salse scure. Meglio anche non fumare. In questa fase i denti assorbono più facilmente i pigmenti. Il dentista ti indica per quanto tempo seguire queste precauzioni nel tuo caso.

Le informazioni di questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono la visita: ogni situazione va valutata dal dentista.

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