Pulizia dei denti professionale: ogni quanto farla e cosa succede durante la seduta
Pubblicato il 6 min di lettura A cura del Centro dentale Crodent
Per la maggior parte degli adulti la pulizia dei denti professionale va fatta ogni 6-12 mesi, ma non esiste un intervallo uguale per tutti: lo stabilisce il dentista in base a gengive, abitudini e salute generale. Chi ha la parodontite, impianti o un apparecchio, chi fuma, chi ha il diabete e le donne in gravidanza possono averne bisogno più spesso.
La seduta comprende una valutazione delle gengive, la rimozione di placca e tartaro, la lucidatura e consigli pratici per la pulizia a casa. In genere è ben tollerata e, se c’è sensibilità, si può gestire.
In breve
- L’intervallo più comune è di 6-12 mesi, ma il dentista lo adatta alla tua bocca e alla tua salute.
- Parodontite, impianti, apparecchio, fumo, diabete e gravidanza richiedono spesso richiami più ravvicinati.
- La seduta comprende valutazione delle gengive, rimozione di placca e tartaro, lucidatura e istruzioni personalizzate.
- Un po’ di sensibilità è possibile: si gestisce con pause e, nei casi indicati, con l’anestesia locale.
- L’igiene professionale previene; la terapia parodontale cura una parodontite già presente.
Ogni quanto fare la pulizia dei denti professionale?
Sei mesi o un anno sono intervalli di riferimento, non una regola. La placca si riforma ogni giorno e, dove lo spazzolino arriva con difficoltà, col tempo si indurisce. La velocità con cui succede cambia da persona a persona, così come la reazione delle gengive.
Il dentista propone richiami più frequenti, a volte ogni 3-4 mesi, quando le gengive sono più a rischio:
- parodontite, attuale o passata: dopo la terapia servono richiami regolari per evitare che si riattivi;
- impianti dentali, che vanno puliti e controllati con la stessa cura dei denti naturali;
- apparecchio ortodontico, perché attacchi e fili trattengono placca;
- fumo, che favorisce le malattie delle gengive e le macchie;
- diabete, soprattutto se non è ben compensato;
- gravidanza, quando i cambiamenti ormonali rendono le gengive più soggette all’infiammazione.
Chi ha gengive sane e accumula pochi depositi, invece, può restare sull’intervallo annuale. La frequenza va rivista nel tempo, perché la bocca cambia con l’età e con la salute.
Perché lo spazzolino da solo non basta
Anche chi si lava i denti con cura lascia sempre qualche zona scoperta: gli spazi tra i denti, il bordo della gengiva, il lato interno dei denti più arretrati. Lì la placca resta e, una volta indurita, non si toglie più con spazzolino e filo.
La seduta professionale serve a ripartire da una bocca pulita e a scoprire quali zone sfuggono alla tua pulizia quotidiana. È un lavoro di squadra: il risultato ottenuto in studio dura nel tempo solo se a casa lo mantieni.
Cosa succede durante la seduta, passo per passo
Ogni studio ha la propria organizzazione, ma in genere la seduta segue queste fasi.
- Valutazione. Il dentista o l’igienista chiede se ci sono novità di salute o nuovi farmaci, poi controlla denti, gengive e tessuti della bocca: sanguinamento, infiammazione, eventuali tasche tra dente e gengiva.
- Rimozione di placca e tartaro. Si usa un ablatore a ultrasuoni, uno strumento che vibra e lavora con un getto d’acqua, poi si rifinisce con strumenti manuali. Quando serve si lavora anche sotto il bordo della gengiva.
- Lucidatura. Le superfici vengono levigate con paste o polveri specifiche: i denti diventano più lisci e trattengono meno placca e pigmenti.
- Istruzioni per casa. Ricevi indicazioni su spazzolino, tecnica e strumenti per gli spazi tra i denti, scelti in base alla tua bocca.
Quando è indicato, a fine seduta si può applicare un prodotto al fluoro. La durata dipende dalla quantità di depositi e dallo stato delle gengive.
La pulizia dei denti è fastidiosa?
Nella maggior parte dei casi la seduta dà solo un lieve fastidio: si avvertono soprattutto le vibrazioni dello strumento e il getto d’acqua. Il fastidio aumenta se le gengive sono molto infiammate o se ci sono colletti scoperti, cioè porzioni di radice esposte dal ritiro della gengiva, che reagiscono al freddo.
Se senti dolore, dillo subito: si può fare una pausa, cambiare il modo di lavorare o, nei casi indicati, usare l’anestesia locale, che serve più spesso quando bisogna pulire in profondità sotto la gengiva. Nei giorni successivi sono possibili un po’ di sensibilità al freddo e un lieve sanguinamento, che di solito passano presto.
Igiene professionale e terapia parodontale: che differenza c’è?
Le due cose usano strumenti simili, ma hanno obiettivi diversi. L’igiene professionale è prevenzione: mantiene sane le gengive sane e aiuta a risolvere una gengivite iniziale. La terapia parodontale cura la parodontite, un’infiammazione che ha già danneggiato i tessuti che sostengono il dente.
| Aspetto | Igiene professionale | Terapia parodontale |
|---|---|---|
| A chi serve | Gengive sane o gengivite iniziale | Parodontite con tasche gengivali |
| Obiettivo | Prevenire e mantenere | Ridurre l’infezione in profondità e fermare la perdita di supporto |
| Dove si lavora | Sopra la gengiva e appena sotto il bordo | In profondità, lungo le radici, dentro le tasche |
| Sedute | Di solito una, poi richiami periodici | Spesso più sedute, poi rivalutazione e mantenimento |
| Anestesia locale | Solo se serve | Usata più spesso |
Se durante la valutazione emergono tasche profonde o perdita di osso, la semplice pulizia non basta e il dentista propone un percorso dedicato. La parodontite non si risolve una volta per tutte: si tiene sotto controllo con richiami regolari.
La pulizia professionale nel nostro centro di Rho
Nel Poliambulatorio Crodent, attivo a Rho da oltre trent’anni, la pulizia professionale fa parte del percorso di parodontologia e igiene orale: valutiamo gengive e tessuti, rimuoviamo i depositi e stabiliamo insieme a te la frequenza dei richiami.
Se abiti a Rho, a Pero o a Settimo Milanese, puoi prenotare una seduta di igiene online oppure chiamarci allo 02 9350 2782. Riceviamo dal lunedì al venerdì, su appuntamento.
Domande frequenti
Si può fare la pulizia dei denti in gravidanza?
Sì, e spesso è consigliata, perché in gravidanza le gengive tendono a infiammarsi e sanguinare più facilmente. Comunica sempre al dentista che sei incinta e da quanto tempo: per le cure programmate il secondo trimestre è in genere considerato il periodo più comodo. Le radiografie si eseguono solo se davvero necessarie, con le protezioni previste.
La pulizia professionale rovina lo smalto?
No, se eseguita correttamente. Gli strumenti servono a staccare i depositi dalla superficie del dente, non a consumarlo, e per la lucidatura si usano prodotti pensati per rispettare lo smalto. La sensazione di denti diversi al passaggio della lingua, nei giorni successivi, dipende semplicemente dal fatto che sono più lisci e puliti.
Dopo la pulizia posso mangiare e bere subito?
In genere sì. Se ti è stato applicato un prodotto al fluoro, segui le indicazioni ricevute su quanto aspettare prima di mangiare o bere. Se i denti sono un po’ sensibili, per un giorno o due preferisci cibi e bevande né troppo freddi né troppo caldi. Per il resto puoi tornare alle tue abitudini, salvo indicazioni diverse.
La pulizia professionale rende i denti più bianchi?
Può renderli più luminosi, perché elimina le macchie superficiali di caffè, tè o fumo e il tartaro che ingiallisce i colletti. Non cambia però il colore naturale dei denti: per quello esiste lo sbiancamento, un trattamento diverso che il dentista valuta dopo aver controllato denti e gengive. Spesso la pulizia è il primo passo per capire se serve altro.
Le informazioni di questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono la visita: ogni situazione va valutata dal dentista.
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